Il servizio civile di Francesca: «ha imparato ad ascoltare sguardi pieni di parole»


«Non poter parlare, non significa non comunicare. L’ondata di affetto che ricevo e da cui vengo pervasa ogni volta che entro nel “mio” reparto è qualcosa che non si può descrivere, ma che auguro a tutti di provare almeno una volta nella vita», racconta una delle giovani che stanno facendo servizio civile in Fondazione Don Gnocchi. Un’opportunità per 42 ragazzi, da cogliere entro il 10 ottobre

«Ho scoperto è che l’incapacità di parlare non significa non essere in grado di farsi capire. L’ondata di affetto che ricevo e da cui vengo pervasa ogni volta che entro nel “mio” reparto è qualcosa che non si può descrivere, ma che auguro a tutti di provare almeno una volta nella vita. Ho imparato a conoscere i ragazzi uno per uno, capendo i loro bisogni e le loro emozioni. Condividendo così tanto tempo con loro, ridendo e vivendo, ho imparato ad ascoltarli cercando i loro sguardi pieni di parole. Sto imparando soprattutto a crescere come persona, ad essere più paziente e ad abbracciare con il cuore aperto qualsiasi loro manifestazione d’amore. Perché quello che non ci rendiamo conto è che sono persone in grado di amare».

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Fonte: www.vita.it

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